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ABOUT

TOBIA DI PISA

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Tobia Di Pisa nasce a Pisa nel 1980 e fin da giovane è affascinato dalle arti visive, in particolare dal cinema, che lo appassiona da sempre accendendo la sua curiosità e la sua immaginazione.

Tuttavia, è solo nel 2013 che scopre la sua vera vocazione: la fotografia, nata dall'esigenza di catturare istanti e scorci attraverso la lente della sua sensibilità. Inizia quindi a frequentare corsi e ad approfondire la fotografia digitale in tutte le sue fasi, prima con Fucina Fotografica a Pisa e in seguito con il fotografo Marco Carmassi, con il quale, insieme a un gruppo di altri appassionati, fonda l'agenzia fotografica Luminance Photo Agency, dando vita a progetti innovativi e interessanti. Il primo di questi è la realizzazione di Pisa on the Street, un libro fotografico che racchiude i volti di Pisa, i suoi luoghi, i suoi abitanti e i suoi scatti di strada in un vero e proprio ritratto a 360 gradi.

Uno dei risultati più prestigiosi di questa sinergia è stata la partecipazione di Tobia alla mostra fotografica collettiva e itinerante, «Sonori Scatti di Calici». Grazie al materiale raccolto durante gli eventi, Cantina Jazz lo ha invitato, insieme ad altri fotografi di talento, a prendere parte a questo importante progetto espositivo. Le sue fotografie sono state esposte in due sedi di grande prestigio:

  • Gennaio 2023 presso il prestigioso Museo Piaggio

  • Giugno 2025 presso la Biblioteca Pubblica «Peppino Impastato» del Comune di Cascina

Questa collaborazione rappresenta più di un semplice incarico professionale; è un percorso condiviso nella creazione di una narrazione visiva che celebra l'unione tra le diverse arti.

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Questo progetto ha attraversato l'Atlantico, permettendo al gruppo di presentarlo a New York presso l'agenzia Magnum Photos. Da questa esperienza è nata PisaNY – Pisa e New York a Confronto, una mostra allestita nel 2015 a Palazzo Lanfranchi a Pisa, che ha riscosso un notevole successo di pubblico e l'attenzione dei media, tra cui la Rai (Radiotelevisione Italiana), che le ha dedicato un servizio radiofonico e una visita in loco, e anche la storica rivista Fotografare, che ha pubblicato un articolo con una delle sue foto esposte nella mostra (visibile qui di seguito).

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Dal 2017, Tobia Di Pisa collabora con entusiasmo con Cantina Jazz, un'associazione di spicco nel panorama culturale pisano, rinomata per la sua capacità unica di coniugare musica, enogastronomia e arte. Questo solido sodalizio lo ha portato a realizzare i reportage fotografici durante i suggestivi eventi dell'associazione, catturando l'atmosfera e le emozioni che solo Cantina Jazz sa creare. Oltre alla documentazione dal vivo, il suo lavoro ha contribuito attivamente alla comunicazione visiva dell'associazione, fornendo materiale fotografico a scopo promozionale e per arricchire i contenuti del suo sito ufficiale.

Le fotografie di Tobia Di Pisa non sono riconducibili a un unico genere o stile, ma seguono e interpretano le innumerevoli sfaccettature della sua personalità, dando vita a un portfolio ricco e variegato.

Nonostante i suoi esordi nell'ambito della fotografia Street e Landscape, nel corso degli anni Tobia si è appassionato a un nuovo genere: la Fotografia Surreale, che canalizza l'eccentrica immaginazione del fotografo attraverso la fusione artistico-visionaria di diverse fotografie. I protagonisti sono scenari evocativi che trasformano la realtà in un'altra realtà possibile, metafisica e onirica, con immagini visionarie che guidano l'osservatore in un viaggio di scoperta interiore; scene che evocano l'origine della vita, i mondi oltre il sogno, la sovversione di ciò che è spazialmente possibile: un trionfo di creatività e utopia.

Ogni immagine rappresenta un frammento di un viaggio compiuto dall'autore, dove l'osservatore ha l'opportunità di posare lo sguardo su un punto di vista inaspettato, capace di stimolare e coinvolgere il suo lato più inconscio e inesplorato. La complessità di questo genere fotografico non impedisce all'artista di appassionarsi e approfondire lo studio della Fotografia Analogica, sia in bianco e nero che a colori, utilizzando pellicole che lui stesso impara a sviluppare e successivamente a stampare nella sua camera oscura.

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